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Lula è partito per Teresina, nel Piauí, per inaugurare il programma Brasile senza fame. Inoltre, l’amministrazione federale ha come obiettivo coordinare una serie di iniziative e programmi con l’intento di eliminare il Brasile dalla Mappa della Fame, ridurre gli indici di povertà e garantire un’alimentazione e una nutrizione adeguate a tutti i cittadini.
Il 31 marzo, Luiz Inácio Lula da Silva ha pubblicato un post sul social network X, precedentemente noto come Twitter, ribadendo il suo impegno nella lotta contro la fame. Secondo Lula, la sua principale missione nella vita è garantire che tutti i lavoratori possano consumare tre pasti dignitosi al giorno e fornire un’alimentazione adeguata ai propri figli. Inoltre, ha sottolineato che gli sforzi in questo settore proseguono.
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Il progetto Brasile senza fame, approvato dalla Camera interministeriale per la sicurezza alimentare e nutrizionale (Caisan), coinvolge 24 ministeri e comprende un insieme di 80 strategie e politiche governative per raggiungere circa 100 obiettivi proposti.
Valéria Burity, segretaria straordinaria per la Lotta alla Fame del Ministero dello Sviluppo e dell’Assistenza Sociale, della Famiglia e della Lotta alla Fame, ha delineato che il piano si basa su tre pilastri fondamentali:
- Il primo si concentra su misure per garantire l’accesso al reddito e alla cittadinanza, comprendendo politiche di assistenza sociale;
- Il secondo riguarda la produzione e il consumo di alimenti sani e adeguati;
- In terzo luogo, il governo cerca l’adesione dei settori esecutivo, legislativo e giudiziario, così come della società nel suo complesso, nella lotta contro la fame sul territorio nazionale.
Situazione allarmante di insicurezza alimentare in Brasile
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Nonostante il Brasile fosse uscito dalla Mappa della Fame dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nel 2014, grazie alle strategie di garanzia alimentare e nutrizionale messe in pratica nel decennio precedente, il paese è ricomparso in questo scenario negli anni successivi, in particolare durante la crisi della covid-19.
Lo studio mondiale “Lo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo”, pubblicato da cinque agenzie specializzate dell’ONU, indica che il 9,9% dei brasiliani ha affrontato una grave insicurezza alimentare tra il 2020 e il 2022.
Inoltre, il 32,8% degli abitanti, pari a 70,3 milioni di brasiliani, rientra nelle classificazioni di insicurezza alimentare grave o moderata. Tali statistiche rivelano un deterioramento della sicurezza alimentare in Brasile. I dati precedenti, relativi al periodo dal 2014 al 2016, indicavano un tasso del 18,3%.
Monitoraggio e approvvigionamento alimentare
Nelle aree urbane si concentra la maggior parte degli individui affamati: 27 milioni dei 33 milioni di persone in grave situazione di insicurezza alimentare risiedono nelle metropoli, secondo la II Indagine nazionale sull'insicurezza alimentare nel contesto della pandemia di Covid-19 in Brasile, condotta dalla Rete brasiliana di ricerca sulla sovranità e la sicurezza alimentare e nutrizionale (Rede Penssan) nel 2022.
Tra i più colpiti figurano i nuclei familiari guidati da donne nere, le persone senza dimora fissa, le comunità e i gruppi tradizionali, i lavoratori senza registrazione formale, tra gli altri.
In risposta, il piano Brasile senza fame propone il consolidamento dei sistemi di sicurezza nutrizionale, assistenza sociale e salute. Un'innovazione è il Programma di acquisizione alimentare, che distribuirà prodotti alle cucine comunitarie, iniziative civili per contrastare la fame durante la pandemia.
Il progetto prevede ancora la ricostituzione delle scorte governative per regolare l’offerta e i prezzi degli alimenti.
Azioni in vigore e prospettive future
Tra le misure già operative figurano l’adeguamento pro capite del Programa Nacional de Alimentação Escolar (Pnae), il rinnovato Bolsa Família, la valorizzazione del salario minimo, la riattivazione del Programa de Aquisição de Alimentos (PAA) e il Plano Safra da Agricultura Familiar.
Il progetto Brasil sem Fome prevede inoltre accordi con stati, organizzazioni e comuni prioritari per promuovere carovane dell’iniziativa nelle regioni con un elevato numero di persone in grave insicurezza alimentare.
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Per concretizzare tale proposta, sarà essenziale compilare dati statistici che saranno periodicamente inseriti nella Pesquisa Nacional por Amostra de Domicílio dell’Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (IBGE).
Queste informazioni consentiranno una supervisione più accurata della sicurezza alimentare in Brasile e promuoveranno la creazione di politiche pubbliche efficaci.
Inoltre, l'inaugurazione del Programma Brasile senza Fame a Teresina da parte di Lula sottolinea l'urgente necessità di affrontare la fame e l'insicurezza alimentare nel Paese. Il progetto, che coinvolge molteplici ministeri e propone azioni su tre pilastri essenziali, aspira a rimuovere il Brasile dalla Mappa della Fame, ridurre l'indigenza e garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale a tutti i cittadini.
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Il preoccupante scenario di insicurezza alimentare in Brasile, aggravato dalla crisi del covid-19, richiede interventi incisivi per garantire che tutti i cittadini abbiano accesso ad alimenti adeguati e nutrienti. L'integrazione dei sistemi di sicurezza alimentare, assistenza sociale e salute, insieme a misure come il Programma di Acquisto di Alimenti e il ripristino delle scorte governative, rappresenta un progresso cruciale in questo percorso.
Le azioni in corso, come l'adeguamento del Pnae, il nuovo Bolsa Família e il Piano Safra dell'Agricoltura Familiare, evidenziano la determinazione del governo a debellare la fame e promuovere la sicurezza alimentare sul territorio nazionale.
Con il costante controllo della sicurezza alimentare e la promozione di carovane del programma nelle zone critiche, si auspica che il Brasile possa superare questa avversità e garantire che tutti i cittadini usufruiscano di un'alimentazione dignitosa e di qualità.